FOSCHINI E VECCHI ALLA GUIDA DEL PARTITO

Febbraio 20th, 2012

Gli esiti delle consultazioni svoltesi nella gionata di ieri tra gli iscritti al Pdl, domenica 19 febbraio, hanno sancito che il Coordinatore cittadino sarà Paolo Foschini mentre la carica di vice-coordinatore è stata attribuita  a Francesco Sassone.
Codinatore provinciale è stato confermato Alberto Vecchi.

I vincitori di entrambe le elezioni hanno avuto un largo margine sulle liste dei competitori Tomassini e Landi.

Un grosso in bocca al lupo ai vincitori delle consultazioni e anche a chi ha perso. L’ augurio è che possano intraprendere insieme un percorso positivo e soprattutto comune a livello di intenti per Bologna e per i Comuni della Provincia che hanno tanto bisogno di rinnovamento.

MANOVRA AGOSTO 2011: i contenuti principali

Agosto 18th, 2011

La manovra approvata dal governo il 12 agosto 2011, per mettere defintivamente al sicuro l’Italia e garantire il pareggio di bilancio dal 2013 si compone di tre parti: riduzione dei costi degli apparati burocratici e politici, interventi per lavoro e sviluppo e finanza pubblica. La manovra non prevede tagli per sanità, scuola, ricerca, cultura, 5×1.000, edilizia carceraria.

A. RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA
-1. Riduzione e accorpamento di Province sotto i 300.000 abitanti o fino a 3.000 km quadrati di superfice e corrispondente soppressione delle Prefetture e di tutti gli uffici corrispondenti. Il taglio sarà effettutato in base la censimento previsto nel 2012. La stima è di un taglio tra le 29 e le 35 province.
Le province che rimarranno avranno dimezzati il numero dei consiglieri e degli assessori.
All’abolizione delle province secondo i criteri della popolazione e della superficie va aggiunto l’effetto dell’istituzione delle 10 città metropolitane destinate a sostituire altrettante province, previste dal federalismo fiscale.
Inoltre va ricordato che il governo aveva già ridotto del 20% il numero dei consiglieri provinciali e degli assessori provinciali, a partire dalle recenti elezioni della scorsa primavera
-2. Accorpamento dei piccoli comuni, sotto i mille abitanti, che sono circa 1.500. I cittadini sceglieranno solo il sindaco, che svolgerà le funzioni prima assegnate agli assessori. Il provvedimento porterà alla riduzione di quasi 50 mila cariche politiche.
-3. Riduzione del 20% dei consiglieri regionali e conseguente riduzione degli assessori e degli stipendi. Istituzioni dei revisori dei conti anche per le Regioni. 

Alla fine del processo previsto nei punti precedenti, il rapporto tra popolazione e rappresentanti sarà di uno ogni 1.100 cittadini: attualmente il rapporto è di un eletto ogni 428 cittadini. 

-4. Incompatibilità del ruolo di parlamenatre con quello di sindaco o di presidente di provincia. 
-5. Ridotta del 50% l’indennità per i parlamentari che hanno un altro reddito uguale o superiore a quello percepito come parlamentare.
-6. Raddoppiato il contributo di solidarietà per i parlamentari: sarà del 10% tra 90 e 150.000 euro e del 20% sopra i 150.000.
Va inoltre ricordato il disegno di legge costituzionale approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 luglio, che prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari.-7. Politici, amministratori pubblici, dipendenti dello Stato e componenti di enti, potranno volare solo in classe economica.
-8. Ulteriore taglio di 12 miliardi alle spese per il funzionamento dei ministeri e degli enti locali.
-9. Abolizione del Sistri, il sistema per la tracciabilità dei rifiuti
-10. Ridimensionamento del Cnel, che passa da 121 a 70 componenti.
-11. Saranno soppressi tutti gli enti pubblici cone meno di 70 dipendenti.

B. LAVORO E SVILUPPO
-
1. Privatizzazioni e liberalizzazioni dei servizi pubblici locali. Il governo sta studiano ipotesi di nuove privatizzazioni. Il decreto prevede incentivi per gli enti locali che collocano sul mercato le società da loro controllate. 
-2. Contro il lavoro nero, viene limitato l’abuso dei tirocini e viene introdotto il reato di caporalato con le relative sanzioni. 
-3. La contrattazione aziendale potrà stabilire anche in deroga ai contratti nazionali tutto ciò che definisce l’organizzazione della produzione e del lavoro, dall’orario di lavoro al mansionamento, dai rapporti lavoro fino al licenziamento senza giusta causa, con l’esclusione dei licenziamenti discriminatori.
La norma risponde alla sollecitazione della Banca centrale Europea e rafforza la contrattazione di prossimità, quella aziendale e quella territoriale, senza toccare i minimi contrattuali nè modificare alcuna legge in materia di lavoro e nessun articolo dello Statuto dei Lavoratori, compreso l’articolo 18. 
-4. Nuovo giro di vite contro l’evasione fiscale. Si arriva fino alla sospensione dell’attività per chi non emette scontrini e fatture. Tracciabilità dei pagamenti: il limite per le transazioni in contanti è ridotto a 2.500 euro.
-5. Le festività civili non saranno più celebrate nella data in cui cadono ma nella domenica precedente o seguente, come avviene negli altri Paesi europei. Il recupero di questi giorni lavorativi avrà positive ricadute sul Prodotto Interno Lordo.

 

C. FINANZA PUBBLICA
_1. Reintroduzione della Robin Hood tax sul settore dell’energia. Essa consiste in un aumento del 4% dell’imposta sul reddito della società del settore energetico, con ricavi superiori a 10 milioni di euro e reddito imponibile a oltre un milione di euro. Sarà applicata per i tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010.
Il Governo stima un gettito di due miliardi di euro. In questo caso i 12 miliardi di tagli previsti sia per ministeri ed enti locali scenderebbero a 10. La prima edizione (2008) della Robin Tax è servita a finanziare interventi sociali come la Social Card per i meno abbienti.
-2. Contributo di solidarietà. Sarà del 5% per i redditi sopra 90.000 euro e del 10% sopra 150.000 per tre anni, avra’ effetto a partire dal 2011 e sara’ deducibile dal reddito. Il prelievo riguarderà, con lo stesso tetto, anche i lavoratori autonomi a partire dal 2012 e farà ovviamente riferimento al reddito dell’anno precedente.
Va ricordato che questa norma era già in vigore dal 2010 per i dirigenti pubblici: inoltre per i parlamentari il contributo di solidarietà è raddoppiato.
-3. Nuova tassazione delle rendite. Un’unica aliquota al 20% come tassazione sulle rendite finanziarie e sui conti correnti bancari, esclusi i titoli di Stato, che rimangono tassati al 12,5%.
-4. L’equiparazione dell’età per la pensione tra donne e uomini, attraverso l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile delle donne lavoratrici dipendenti del settore privato viene anticipato al 2016 (invece che al 2020).
Questo intervento completa la riforma del sistema pensionistico italiano e lo rende uno dei più saldi d’Europa. 

-5. La legge delega per la riforma dell’assistenza sociale sarà anticipata al 2011 e dispiegherà i suoi effetti già nel 2012 (con un risparmio di 4 miliardi, che diventeranno 17 nel 2013). Sarà messo a punto un nuovo “indicatore del bisogno” più severo per l’accesso alle prestazioni dell’Inps, saranno rivisti i criteri per le pensioni di invalidità e gli assegni di reversibilità.
Va ricordato che contro i falsi invalidi il governo sta attuando un piano straordinario di 800.000 controlli  (2009-2012). Nel 2010 sono state revocate il 23% delle pensioni oggetto di verifica.
-6. Prolungato da 6 a 24 mesi il periodo per la percezione della liquidazione per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che vanno in pensione in anticipo, usando il meccanismo della pensione di anzianità.
-7. Sarà più facile trasferire i dipendenti pubblici se l’amministrazione ha una esigenza in questa direzione. Inoltre le tredicesime dei dipendenti pubblici potranno essere pagate in tre rate annuali posticipate in presenza di uno scostamento rilevante dagli obiettivi di efficienza previsti per l’anno di riferimento.  
-8. Aumenta l’accise sui tabacchi ed è prevista la possibilità di attivare nuovi giochi e lotterie, con un gettito previsto di 1,5 miliardi.

INTERVENTO DEL SEGRETARIO ALFANO SULLA CRISI

Agosto 5th, 2011

ALFANO: I governi non li scelgono i mercati ma il popolo

Signor Presidente, onorevoli colleghi, 

il Presidente del Consiglio ha scelto di riferire in Parlamento sulla situazione economica del Paese e già questa è una scelta apprezzabile. Lo ha fatto sapendo di parlare nel luogo più alto rappresentativo della democrazia e sapendo di dire oggi le cose che avrebbe dovuto dire agli italiani. Ecco perché noi riteniamo le parole appena pronunziate dal Presidente del Consiglio oneste, serie ed affidabili per un Paese che in questo momento chiede affidabilità e serietà al Governo che ha voluto che governasse.
Noi abbiamo ascoltato con attenzione le parole del Presidente del Consiglio e crediamo che queste parole, onorevoli colleghi dell’opposizione, richiamino tutti noi e ciascuno di noi ad uno sforzo di realismo. Il realismo è l’unico «ismo» cui noi siamo affezionati, un «ismo» che ci dice che bisogna fare i conti con la realtà per quella che è e non per quella che noi vorremmo che fosse. E la realtà ci dice alcune cose, ce le dice con chiarezza, possiamo far finta di non vederle ma ce le dice.
La prima cosa che ci dice è che già dal giugno 2007 i sintomi di questa crisi erano ben presenti a tutti ed erano sotto gli occhi degli osservatori, vedere gli indici dei subprime americani per avere conferma di quello che sto dicendo.
La seconda cosa che ci dice è che la crisi è globale e che la risposta ad una crisi globale, per quello che compete a questo Governo e a questo Parlamento, è una risposta locale quindi necessariamente parziale. Ciò che l’Italia può fare per contrastare variabili macroeconomiche di latitudini internazionali è quel che può fare un Paese rispetto ad una crisi che investe quasi tutti i Paesi del mondo.
L’altra indicazione della realtà è che tanti Paesi, grandi Paesi stanno offrendo alla crisi risposte molto simili a quelle che il nostro Paese ha individuato.
Infine, un altro indice che ci viene dalla realtà è che grandi Paesi - mi riferisco in questa circostanza agli Stati Uniti - si sono dati un metodo, hanno avuto un metodo: nei momenti di difficoltà si intende a litigare di meno e a condividere di più le scelte, perché se si litiga meno il Paese è più unito e le difficoltà si superano più agevolmente. Questi sono i richiami alla realtà.
Noi abbiamo assistito fino a ieri e all’altro ieri a dichiarazioni di autorevoli, autorevolissimi esponenti del Partito Democratico che ci spiegavano che il Governo, questo Governo dovesse dimettersi perché così chiedevano i mercati. Abbiamo assistito sgomenti a queste dichiarazioni.
Da quando in qua, onorevoli colleghi, sono i mercati a scegliere i Governi? Da quando in qua sono i mercati a stabilire che i Governi vadano a casa? Ed il popolo? Ed il popolo? E i cittadini? E ciascun cittadino che ruolo ha nella vostra visione della politica, della democrazia e del Paese?
Io vi dico, noi vi diciamo che siamo affezionati a quella bella antica, nobile e sempre attuale idea per cui i Governi sono espressione dei cittadini, sono espressione della gente, sono espressione del popolo e che quando vi è il massimo della rappresentatività del popolo vi è il massimo della legittimazione anche per scelte impopolari. Ed è il motivo per il quale noi siamo contrari a fantomatici Governi tecnici, perché non hanno nulla a che fare col popolo, troppo forse a che fare con i mercati, perché siamo contrari all’idea che si debba piegare la democrazia alla tecnocrazia, perché chiediamo che quando un Governo assume delle scelte poi rispetto a quelle scelte torna dal popolo e si fa giudicare.
E chi presiede i Governi tecnici poi mette le tasse e dal popolo non ci torna, e noi diciamo agli italiani che quando sentono parlare di Governi tecnici sentano anche il profumo delle tasse, lo sentano bene, perché quella è la ricorrente costante dei Governi tecnici. Lo sappiano gli italiani, ma il nostro è un condizionale che fa riferimento ad una certezza. Lo sanno, gli italiani lo sanno.
Quel Governo lì, il Governo Berlusconi è legittimo perché noi abbiamo vinto le elezioni del 2008. Voi siete l’opposizione parlamentare legittima, perché avete varcato la soglia di sbarramento e siete la principale forza d’opposizione. Ciascuno faccia il mestiere che il popolo ha chiamato a svolgere. Questo chiediamo noi. 
Dopodiché, la crisi c’è. Abbiamo fatto insieme uno sforzo che ha fatto sì che una manovra imponente fosse approvata in pochi giorni, e lo abbiamo fatto con un grado alto di condivisione, non già dei contenuti ma del metodo. Voi avete dato una mano a che delle deroghe regolamentari consentissero una rapida approvazione, e noi ci siamo assunti la responsabilità delle scelte contenute in quella manovra.
Ecco cosa noi riteniamo che abbia funzionato nell’ultimo periodo. Domanda: perché non replicarlo? Avete delle buone idee per il Paese? Proponetele. Avete delle idee migliori delle nostre? Contribuite a migliorare le nostre. Non venite a dirci che lo fate da tre anni, perché noi che leggiamo ogni giorno i giornali non ce ne siamo accorti, e da quello che scrivono taluni editorialisti forse non si sono accorti delle proposte alternative neanche quelli che i giornali li scrivono, oltre a quelli che i giornali li leggono.
Ma se ci fossero delle proposte noi saremmo pronti qui in Parlamento, e gli accordi sulle grandi questioni del Paese si fanno in Parlamento, non auspicando Governi tecnici, si fanno con il Governo in carica, legittimo, voluto dalla gente. Questo noi chiediamo all’opposizione, di contribuire con uno spirito repubblicano, patriottico diceva il Presidente Berlusconi poc’anzi, a questa fase difficile.
Signori, l’Italia non è un’isola di difficoltà in un mare di serenità. Fuori da questo palazzo, fuori da questo Paese vi è un mare in tempesta. Noi ci sforzeremo con la finitezza delle nostre proposte (noi non siamo dei superuomini e non lo siete neanche voi), con la difficoltà di questo nostro tempo che è sotto gli occhi di tutti, ci sforzeremo in questo mare in tempesta di orientare la prua della nostra nave, della nave Italia, verso il porto sicuro che ci vede oltre la crisi.
Sapete perché siamo fiduciosi di potercela fare? Non perché siamo dei velleitari, ma perché sappiamo che ci sono gli italiani, ci sono quei grandi imprenditori e quei piccoli e piccolissimi imprenditori che continuano a credere nell’Italia. Vi sono quei cittadini, quelle donne e quegli uomini che pagano le tasse e non le evadono, ci sono quei tanti giovani che credono che anche loro possono fare parte di quella nostra storia che vede una generazione sempre migliorare rispetto a quella precedente.
Noi crediamo di uscire dalla crisi perché crediamo negli italiani, e metteremo tutto il nostro sforzo per non tradire la loro fiducia e per non tradire il mandato che nel 2008 ci hanno dato!

7-10 LUGLIO 2011: FESTA TRICOLORE DELLA LIBERTA’ A MIRABELLO (FE)

Luglio 7th, 2011

Cari amici,

su iniziativa del settore nazionale propaganda, da giovedì 7 a domenica 10 luglio si terrà la tradizionale Festa della Libertà di Mirabello (FE), appuntamento che quest’anno assume particolare rilievo politico sul piano nazionale.

Il programma prevede tra l’altro un faccia a faccia tra Formigoni e Maroni sul futuro dell’alleanza Pdl/Lega (giovedì 7 ore 18); l’intervento di Alfano (venerdì 8 ore 18); di La Russa ,Verdini, Gasparri e Meloni (sabato 9 dalle 11 alle 20); di Matteoli, Scajola e Alemanno (domenica 10 dalle 11 alle 14). Nel corso delle quattro giornate della Festa interverranno anche Cicchitto,Gelmini, Rotondi, Bondi, Quagliariello, Fitto, Viespoli, Urso, Ronchi, Moffa e molti altri.

Per raggiungere Mirabello è consigliabile uscire al casello di Ferrara Nord e seguire le indicazioni per Cento-Modena per circa 10 km . In considerazione del caldo estivo, gli stand del ristorante e delle conferenze saranno ottimamente climatizzati.

In considerazione dell’importanza della manifestazione, che vuole essere un’occasione di riflessione e di rilancio del partito, ci auguriamo la massima partecipazione.

ORA SERVE RIDARE SLANCIO ALL’AZIONE DI GOVERNO E DEL PARTITO!

Giugno 2nd, 2011

Il titolo dice già tutto. Il PdL e il Governo devono rialzarsi e rimettersi al lavoro quanto più velocemnte possibile per risollevare l’Italia, in primis, e il partito.
Un primo segnale per la Nazione è sicuamente l’intenzione di proseguire quelli che sono gli obiettivi del Governo, e i motivi per i quali alle ultime Elezioni Politiche aveva avuto una fiducia altissima da parte degli elettori: la riforma della Giustizia, la tenuta dei conti pubblici, l’incremento dell’occupazione (che significherebbe uscire definitivamente dalla crisi economica che attanaglia non solo il nostro Paese ma tutto il Continente) e il federalismo fiscale.

I recenti risultati elettorali delle Amministrative e delle Provinciali ci hanno dato un segnale generale di disaffezione degli elettori verso chi governa (gli elettori delusi sono in alcuni casi rimasti a casa o hanno votato contro), ma anche verso la politica classica (vedi il risultato eclatante delle Liste di Grillo-Movimento 5 Stelle), infatti se Sparta piange Atene non ride: è stata la vittoria dell’ estrema sinistra che tiene sempre più in ostaggio il Pd e gli impone i candidati, come successo a Milano, o anche a Bologna, dove i voti portati da Sel sono stati dterminanti! Il caso più particolare è stato sicuramente quello di Napoli dove un candidato dell’idV, il neo sindaco De Magistris, ha detto di aver liberato la città. Ma da chi l’avrebbe liberata? Detta così dal Pd che ha governato al città negli ultimi mandati e che l’ha sostenuto al ballottaggio: non male come partenza!
Un?altra nota positiva, questa per il partito, è la nomina del Ministro della Giustizia Alfano come Segretario politico, ruolo che la base militante chiedeva da tempo. In bocca al lupo al Ministro che avrà il duro compito riorganizzare la struttura sul territorio.
Il Governo si impegni a fondo, perchè per i prossimi anni la scelta è fra la rigorosa amministrazione del centrodestra, oppure un Partito Democratco schiavo della sinistra estremista (fondamnetale nelle ultime elezioni) e dell’idv, la sinistra delle tasse e dei centri sociali, la sinistra nemica della sicurezza e dello sviluppo. Le conseguenze potrebbero essere davvero disastrose!

ALCUNE CONSIDERAZIONI E RISPOSTE ALLE CONTINUE LAMENTELE DEI COMUNI!

Marzo 9th, 2011

 

Accuse al Governo, crisi, tagli esagerati. Ecco le uniche parole che i Comuni usano quando si parla di contenimento dei costi e tagli legati al negativo momento economico globale, da parte dello Stato.

Purtoppo per le amministrazioni comunali “rosse”, e ovviamente per il comune di Castiglione dei Pepoli, non proprio magistrali in passato nella gestione delle risorse economiche e non solo, i periodi dello sperpero e del bengodi sono finiti già da un pò, peccato se ne siano accorti in ritardo e si permettano di giudicare esclusivamente l’operato del Governo del momento, specie se a loro contario, scordandosi perchè amministrati dalla stessa loro bandiera, dell’operato di Provincia e Regione! Questo fa sicuramente breccia nell’elettorato, specie in periodi non positivi, questo è innegabile!
Molto strano che ai nostri Amministratori locali non vengano alla mente i presunti sprechi della Regione recentemente pubblicati anche sui quotidiani!
Nessuno sostiene che la crisi sia finita, ma si afferma che si stanno intravedendo segnali di ripresa significativi, come dimostrano gli ordinativi dell’industria, i ritmi bancari, la ripresa di un mercato del lavoro che inverte, pur modestamente, il proprio trend, l’apertura crescente di partite iva che, seppure possano essere intesi in maniera controversa, testimoniano di una vivacità economica e sociale che è stata sostenuta da questo Governo, oltre che dalla grande capacità di inventiva e di imprenditorialità del nostro popolo.
E’ chiaro poi che i tagli, così come programmati, devono essere declinati su scelte di carattere territoriale che ogni ente locale e regionale dovrà considerare con attenzione.

In tal senso si ritiene quanto meno sorprendente che si inviti da più parti il Governo a fare chiarezza sulle scelte per il rilancio dell’economia, visto che si parla dello stesso Governo che fino ad oggi ha sostenuto la CIG (cassa integrazione guadagni) e i vari ammortizzatori sociali dispiegati per fare fronte alla crisi, coi risultati che più oltre si diranno.

Sul tema della CIG, tema su cui il Ministro del Lavoro, Sacconi, ha affermato che non sussiste dubbio alcuno sulle capacità di rifinanziare la stessa, sia grazie ai residui del biennio precedente formatisi, sia per effetto del cosiddetto “non tiraggio” (lo scarto tra quanto viene impegnato e quanto effettivamente erogato).
Strano che il PD non lo sappia, visto che tale affermazione è stata riferita nel corso di un colloquio tra il Ministro e la Sig.ra Camusso, la quale, appena saputo che le prossime elezioni amministrative si sarebbero svolte il 15 maggio ha annunciato per il 6 maggio (come al solito un venerdi) lo sciopero generale a prevedibile contenuto preelettorale, senza spiegarne ragioni, fondamenta e scopi, se non appunto quello di tirare l’ennesima volata al boccheggiante Partito Democratico.

Inoltre la Regione non ha ancora convocato i tavoli di crisi che pure si era impegnata ad attivare (e rispetto ai quali il Governo ha dato piena adesione), su aziende che sono davvero ad un passo dalla chiusura.
E neppure ha detto nulla sulla compartecipazione al rifinanziamento della CIG che pure aveva costituito un punto essenziale della campagna elettorale di Errani.

Si parla molto anche di tagli al trasporto, questi, non possono essere attribuiti al Governo, quanto piuttosto e per l’appunto alla Regione che ha tagliato circa il 20% delle risorse destinate alla mobilità infraregionale, che pur si riferisce ad esempio anche ai pendolari della tratta Castiglione - Bologna, imputando direttamente al Governo nazionale questa scelta.

E’ soprendente che nelle proprie lamentele verso il Governo non venga mai fatto riferimento all’introduzione del Patto di Stabilità regionale, che consentirà alla regione Emilia Romagna di investire decine e decine di milioni di euro, come si affanna a dire il Segretario regionale del PD, nonché consigliere regionale Stefano Bonaccini, dimenticando di dire che se la declinazione a livello regionale del Patto di Stabilità nazionale si è reso possibile lo si deve alla disponibilità del Ministro Tremonti il quale, in vista dell’approvazione del Federalismo fiscale, ha consentito appunto l’adozione di questo strumento in favore delle regioni virtuose.
Tra l’altro ricordiamo che il Federalismo Fiscale porterà benefici per diverse decine di milioni di euro sul nostro territorio, come attestato da uno studio condotto proprio da un senatore del Partito democratico.

Viene spontaneo affermare che le recriminazioni fatte siano gravate da un tasso ideologico assai elevato e che non tiene conto dei notevoli progressi che si stanno realizzando e che si commentano da soli:
-27,3 % di ore di Cassa integrazione erogata rispetto al dato dello scorso anno; -50% rispetto agli ultimi quattro mesi; di cui - 47% attinente alla Cassa integrazione in deroga.
Dati certi, dunque, e non affermazioni di principio, che ci inducono a continuare sulla strada intrapresa, lasciando ad altri le chiacchiere.

GALLERIA VARIANTE VALICO, DANNI ABITAZIONI NELLA VICINA RIPOLI

Marzo 9th, 2011

Come riportato anche oggi dai quotidiani, nel corso della realizzazione della Variante di Valico nel Comune di San Benedetto Val di Sambro (Bo) sono emersi e stanno emergendo importanti effetti negativi per il territorio e per la popolazione, che in alcuni casi ha addirittura dovuto abbandonare le case in cui risiede.
In particolare, la galleria, dal lato nord, è avanzata nel terreno per circa 870 metri dall’imbocco e che la quasi totalità delle abitazioni, insistenti sul territorio sovrastante lo scavo, in un raggio anche di 200 metri dalla proiezione verticale sullo stesso, ha subito lesioni di entità differente”.
Lo scrive Galeazzo Bignami (PdL) in una interrogazione, datata 8 Marzo 2011, rivolta alla Giunta regionale per sapere se e quali iniziative abbia attivato o intenda attivare per ottenere dal committente dell’opera modifiche alla progettazione e alle tecniche di scavo tali da offrire assoluta garanzia, che già doveva essere offerta, sulla salvaguardia degli insediamenti abitativi della zona, ora come in futuro.
Il consigliere, in particolare, chiede se non ritenga, in mancanza di dette garanzia, valutare se consentire la prosecuzione dello scavo medesimo e se, nell’attesa, sospendere i lavori in via cautelativa, per evitare l’aggravarsi del danno per la popolazione e per il patrimonio del territorio interessato.
Bignami (PdL) , infine, domanda inoltre se è stato previsto, o viene ritienuto di prevedere, a favore della popolazione interessata, l’apertura di un tavolo di conciliazione, assistito dalle istituzioni, che consenta, superando i limiti del mero rapporto privatistico con la compagnia assicuratrice dell’impresa appaltatrice, di aver garantito un idoneo indennizzo del danno economico e patrimoniale, nonché del danno esistenziale dato dalla particolare specie del bene offeso, nonché del danno sociale che ha investito l’intera comunità, incluso il generale deprezzamento del patrimonio immobiliare della zona.

COMUNICATO AI CITTADINI: SVILUPPO NELLA VALLE DEL SETTA, DUE PAROLE SULLA REALIZZAZIONE E L’IMPATTO DELLA VARIANTE DI VALICO

Gennaio 12th, 2011

Nonostante quanto affermato dal PD e dai suoi esponenti in campagna elettorale dove veniva promessa la realizzazione di Parchi Fluviali nella zona di Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro e Sasso Marconi, da verifiche fatte al Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna, non risultano – fortunatamente - né definiti né mai proposti dei progetti di realizzazione di Parchi Fluviali in tali zone.

L’auspicio, infatti e come più volte sostenuto dal Consigliere Regionale del PdL Galeazzo Bignami, in ultimo, in occasione dell’incontro del 10 novembre scorso a Rioveggio, promosso dal Sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, è che i Comuni montani di Sasso Marconi, Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro e Monzuno, interessati dai nuovi svincoli previsti dalla nuova tratta della Variante di Valico e in fase di realizzazione, possano veder sorgere nelle vicinanze dei caselli autostradali, aree di servizio, strutture per la promozione turistica del territorio appenninico, infrastrutture in grado di condurre ai vicini centri abitati dei Comuni, nonché, aree industrializzabili e di smistamento merci, come tra l’altro proposte dalla Lista “La Svolta” per il Comune di Castiglione dei Pepoli.
Come è noto, un’area di sviluppo e crescita territoriale, situata in posizione privilegiata tra Bologna e Firenze, è quella del nascente casello di “Badia Nuova” e dalla prevista bretella di collegamento tra questo casello e quello di “Pian del Voglio”, posto sul vecchio tracciato della A1.

Una vicenda particolare è stata quella della risposta data dall’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri ad una interrogazione di Galeazzo Bignami del 5 agosto 2010. L’Assessore Regionale, rispondendo di fatto ha smentito le affermazioni fatte dal Sindaco di Castiglione dei Pepoli, apparse sul quotidiano “Il Resto del Carlino” il 6 agosto 2010 dove si affermava che il Comune, alla richiesta che il nuovo casello della Badia venisse chiamato “Castiglione del Pepoli”, si sarebbe sentito rispondere dalla società Autostrade che la denominazione di tale cartello sarebbe già stata  decisa da Roma.
L’Assessore affermava infatti che “i nomi dei caselli autostradali vengono decisi nell’ambito di una precisa procedura gestita da un apposito Comitato interministeriale e non risulta che tale Comitato abbia nemmeno ancora avviato la procedura per scegliere la denominazione […]”  e concludeva affermando che “Nel momento in cui tale attività verrà ufficialmente avviata, i due Comuni maggiormente interessati da un punto di vista territoriale (Castiglione dei Pepoli e San Benedetto Val di Sambro) avranno certamente modo di evidenziare i suggerimenti che riterranno opportuni”.

Il 10 novembre 2010, poi, con una ulteriore interrogazione, il Consigliere Galeazzo Bignami chiedeva se non si ritenesse di provocare rilevanti danni per le attività economiche e sociali del territorio data l’assenza nel progetto attuale di alcun collegamento tra il nuovo percorso autostradale e il casello in costruzione a Rioveggio. Con il progetto che si sta attuando, soltanto i veicoli percorrenti il vecchio tratto della A1 potranno fruire del casello di “Rioveggio”. La Giunta Regionale per mezzo sempre dell’Assessore Alfredo Peri replicava affermando che “…la strada della negoziazione è sempre aperta, ma va percorsa tenendo conto che non tutto quello che servirebbe può essere realisticamente ottenuto e che risulta opportuno perciò concentrare gli sforzi sulle esigenze veramente irrinunciabili.”

CONFERENZA: LO SVILUPPO DELL’APPENNINO BOLOGNESE A MONGHIDORO

Gennaio 12th, 2011

Comunichiamo che il giorno lunedì 17 Gennaio alle ore 21, presso la sede del Municipio di Monghidoro si terrà una conferenza sullo sviluppo della montagna bolognese. Per quel che ci riguarda da vicino è di particolare interesse e attuale il tema dello sviluppo dell’area circostante la nuova uscita autostradale, posta sul nuovo tracciato dell’autostrada di “Badia Nuova”.

Interverranno:
Giovanni MAESTRAMI - Sindaco di Loiano
Marco MASTACCHI
- Sindaco di Monzuno
Giuseppe VENTURI
- Sindaco di Monterenzio
Marino LORENZINI
- Sindaco di Monghidoro
Galeazzo BIGNAMI
- Consigliere Regionale PdL
On. Stefano SAGLIA
- Sottosegretario allo Sviluppo Economico del Governo Berlusconi

A tal proposito è anche stata pubblicata e diffusa nella valle del Setta una nota relativa allo sviluppo dell’area e di quanto gli esponenti locali del Popolo della Libertà stanno facendo per lo sviluppo e la valorizzazione della stessa.

IL PERCHE’ DELLA RIFORMA UNIVERSITARIA!

Dicembre 2nd, 2010

Qualche dato sul perchè serve una Riforma: Fonte: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=53295073 
95 le università in Italia
320 le sedi distaccate
5.500 i corsi di laurea
37 corsi di laurea hanno un solo studente
327 le facoltà che non superano i 15 iscritti
170.000 le materie insegnate, il doppio della media europea
5 le università importanti con enormi buchi di bilancio
13.232 i posti da associato banditi negli ultimi 7 anni, 26.000 i promossi, nel 99,3% dei casi senza che ci fossero i posti!
150 le migliori università nel mondo. Nessuna è italiana.

Per saperne di più http://www.galeazzobignami.it/universita-riforma-gelmini-punto-per-punto.html. Sarebbe bello si informasse anche chi protesta in questi giorni. Ci si lamenta che a livello di istruzione l’Italia sia agli ultimi posti poi si vuole cercare di bloccare tutte le Riforme anche con metodi antidemocratici.