Accuse al Governo, crisi, tagli esagerati. Ecco le uniche parole che i Comuni usano quando si parla di contenimento dei costi e tagli legati al negativo momento economico globale, da parte dello Stato.
Purtoppo per le amministrazioni comunali “rosse”, e ovviamente per il comune di Castiglione dei Pepoli, non proprio magistrali in passato nella gestione delle risorse economiche e non solo, i periodi dello sperpero e del bengodi sono finiti già da un pò, peccato se ne siano accorti in ritardo e si permettano di giudicare esclusivamente l’operato del Governo del momento, specie se a loro contario, scordandosi perchè amministrati dalla stessa loro bandiera, dell’operato di Provincia e Regione! Questo fa sicuramente breccia nell’elettorato, specie in periodi non positivi, questo è innegabile!
Molto strano che ai nostri Amministratori locali non vengano alla mente i presunti sprechi della Regione recentemente pubblicati anche sui quotidiani!
Nessuno sostiene che la crisi sia finita, ma si afferma che si stanno intravedendo segnali di ripresa significativi, come dimostrano gli ordinativi dell’industria, i ritmi bancari, la ripresa di un mercato del lavoro che inverte, pur modestamente, il proprio trend, l’apertura crescente di partite iva che, seppure possano essere intesi in maniera controversa, testimoniano di una vivacità economica e sociale che è stata sostenuta da questo Governo, oltre che dalla grande capacità di inventiva e di imprenditorialità del nostro popolo.
E’ chiaro poi che i tagli, così come programmati, devono essere declinati su scelte di carattere territoriale che ogni ente locale e regionale dovrà considerare con attenzione.
In tal senso si ritiene quanto meno sorprendente che si inviti da più parti il Governo a fare chiarezza sulle scelte per il rilancio dell’economia, visto che si parla dello stesso Governo che fino ad oggi ha sostenuto la CIG (cassa integrazione guadagni) e i vari ammortizzatori sociali dispiegati per fare fronte alla crisi, coi risultati che più oltre si diranno.
Sul tema della CIG, tema su cui il Ministro del Lavoro, Sacconi, ha affermato che non sussiste dubbio alcuno sulle capacità di rifinanziare la stessa, sia grazie ai residui del biennio precedente formatisi, sia per effetto del cosiddetto “non tiraggio” (lo scarto tra quanto viene impegnato e quanto effettivamente erogato).
Strano che il PD non lo sappia, visto che tale affermazione è stata riferita nel corso di un colloquio tra il Ministro e la Sig.ra Camusso, la quale, appena saputo che le prossime elezioni amministrative si sarebbero svolte il 15 maggio ha annunciato per il 6 maggio (come al solito un venerdi) lo sciopero generale a prevedibile contenuto preelettorale, senza spiegarne ragioni, fondamenta e scopi, se non appunto quello di tirare l’ennesima volata al boccheggiante Partito Democratico.
Inoltre la Regione non ha ancora convocato i tavoli di crisi che pure si era impegnata ad attivare (e rispetto ai quali il Governo ha dato piena adesione), su aziende che sono davvero ad un passo dalla chiusura.
E neppure ha detto nulla sulla compartecipazione al rifinanziamento della CIG che pure aveva costituito un punto essenziale della campagna elettorale di Errani.
Si parla molto anche di tagli al trasporto, questi, non possono essere attribuiti al Governo, quanto piuttosto e per l’appunto alla Regione che ha tagliato circa il 20% delle risorse destinate alla mobilità infraregionale, che pur si riferisce ad esempio anche ai pendolari della tratta Castiglione - Bologna, imputando direttamente al Governo nazionale questa scelta.
E’ soprendente che nelle proprie lamentele verso il Governo non venga mai fatto riferimento all’introduzione del Patto di Stabilità regionale, che consentirà alla regione Emilia Romagna di investire decine e decine di milioni di euro, come si affanna a dire il Segretario regionale del PD, nonché consigliere regionale Stefano Bonaccini, dimenticando di dire che se la declinazione a livello regionale del Patto di Stabilità nazionale si è reso possibile lo si deve alla disponibilità del Ministro Tremonti il quale, in vista dell’approvazione del Federalismo fiscale, ha consentito appunto l’adozione di questo strumento in favore delle regioni virtuose.
Tra l’altro ricordiamo che il Federalismo Fiscale porterà benefici per diverse decine di milioni di euro sul nostro territorio, come attestato da uno studio condotto proprio da un senatore del Partito democratico.
Viene spontaneo affermare che le recriminazioni fatte siano gravate da un tasso ideologico assai elevato e che non tiene conto dei notevoli progressi che si stanno realizzando e che si commentano da soli:
-27,3 % di ore di Cassa integrazione erogata rispetto al dato dello scorso anno; -50% rispetto agli ultimi quattro mesi; di cui - 47% attinente alla Cassa integrazione in deroga.
Dati certi, dunque, e non affermazioni di principio, che ci inducono a continuare sulla strada intrapresa, lasciando ad altri le chiacchiere.